Le aziende sono pronte per il Lavoro Agile e la flessibilità?

28mag-family2-master675In un articolo pubblicato dal New York Times Magazine (e prontamente tradotto dall’ottima rivista Internazionale)  Susan Dominus affronta le difficoltà culturali, per moltissime aziende americane, di permettere ai propri dipendenti di organizzare il tempo di lavoro in maniera flessibile. A tal fine viene riportato uno studio di Moen e Kelly,  in cui metà dei
dipendenti della divisione tecnologica di un’azienda, scelti a caso, hanno continuato a lavorare secondo la normale politica dell’azienda: la fessibilità veniva concessa a discrezione dei dirigenti. L’altra metà potevano lavorare quando e dove volevano, l’unica condizione era che portassero a termine i progetti in tempo e rispettassero gli obiettivi. La valutazione si sarebbe basata sui risultati, non sul numero delle ore trascorse in ufficio. I dirigenti avevano ricevuto precise istruzioni: dovevano essere comprensivi verso i problemi personali dei dipendenti. Ogni dirigente aveva ricevuto un iPod che suonava due volte al giorno per ricordargli di dare supporto ai dipendenti alle prese con il lavoro e la loro vita privata.
Lo studio  ha evidenziato che i dipendenti del gruppo sperimentale hanno raggiunto gli obiettivi con la stessa puntualità
ed efficienza del gruppo di controllo. Inoltre erano più soddisfatti: dormivano meglio, erano più in salute e meno stressati.
Da successive indagini condotte a distanza di un anno e poi di tre anni è emerso che i dipendenti del gruppo sperimentale erano meno interessati a lasciare l’azienda.

Chiedendo ai dirigenti di riconoscere apertamente le esigenze extralavorative dei dipendenti, Moen e Kelly hanno messo in discussione una serie di convenzioni sulla cultura dell’ufficio. Per anni l’idea della professionalità è stata legata a doppio
filo, soprattutto per le donne, a un rigido rispetto dei confini: in sostanza, era meglio presentarsi in ufficio senza far minimamente trasparire i problemi della vita familiare. Ma, come suggerisce l’esperimento, queste barriere possono essere controproducenti. stravolgere la cultura aziendale
La fessibilità, assieme al telelavoro, deve diventare un aspetto vitale del lavoro, una modalità automatica, non un privilegio.

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