Telelavoro: quali professioni?

Sempre più spesso riviste, giornali, siti internet riportano annunci di telelavoro. Le formule più entusiasmanti promettono facili guadagni lavorando comodamente da casa, un connubio perfetto che affascina, e a volte inganna. È ormai chiaro che le tecnologie informatiche e telematiche hanno invaso le nostre automobili, le TV, gli elettrodomestici, ma anche il mondo del lavoro. Il rapporto tra quest’ultimo e le tecnologie non è privo di contraddizioni, collocandosi al centro di un acceso dibattito: da un lato, si schierano i teorici della “fine del lavoro”, dall’altro gli “apologeti della new economy”. I primi sono convinti che la società contemporanea sia caratterizzata da una riduzione/distruzione dei posti di lavoro e dalla precarizzazione degli impieghi, con conseguente perdita della centralità del lavoro e della sua funzione integratrice. Jeremy Rifkin, ad esempio, ritiene che le nuove tecnologie, l’automazione e l’informatica, piuttosto che liberarci dalla schiavitù del lavoro, ci rendano più disoccupati, perché consentono di incrementare la produttività facendo diventare inutili milioni di lavoratori. Ulrich Beck decreta la fine della società del lavoro e l’avvento della società del rischio, caratterizzata da un insicurezza endemica che coinvolge il singolo individuo, lo Stato, la politica.
Gli apologeti della new economy replicano che le nuove tecnologie assicureranno un incremento dei posti di lavoro, trasformeranno le professioni tradizionali e ne faranno nascere nuove. Il lavoro mantiene intatta la sua centralità, ma assume un volto nuovo: il knowledge work, il lavoro fondato sul sapere. Nella società informazionale teorizzata da Castells è il sapere la principale fonte di ricchezza e coloro che hanno la capacità di tradurlo in innovazioni, i cosiddetti knowledge workers, ne rappresentano un gruppo privilegiato.In questo scenario si colloca quella opportunità chiamata telelavoro, che non rappresenta un unico modello lavorativo, riferibile ad una categoria esclusiva. Il telelavoro non è neanche una professione o un mestiere nuovo, ma un nuovo modo di organizzare il proprio lavoro. Le moderne tecnologie influenzano una pluralità di ambiti lavorativi, subentrando in diversi settori produttivi e coinvolgendo tutti i livelli aziendali, dalla direzione generale agli operatori: sarebbe quindi inappropriato riferirsi ai telelavoratori come a un gruppo omogeneo. Anche il Parlamento italiano conferma questo approccio nel progetto di legge n.2305, in cui, all’art. 1, sancisce: “…per telelavoro s’intende il lavoro in qualsiasi forma prestato, mediante l’impiego di strumenti telematici, da luogo diverso e distante rispetto a quello nel quale viene utilizzato”.
Chiarito questo importante aspetto, è necessario aggiungere che non tutte le professioni si addicono al telelavoro: alcune di esse sono più “telelavorabili” di altre. Gli elementi che rendono un’attività adatta al telelavoro sono due: da un lato “l’assenza” (ossia la possibilità di lavorare senza vincoli in relazione alla presenza fisica in un determinato luogo), dall’altro la particolare materia prima, costituita non più da oggetti fisici ma da informazioni. Interessanti sono le linee guida fornite dal progetto TWIN, finanziato dalla Commissione Europea: in linea di principio, tutte le attività lavorative che non richiedono la produzione di beni materiali sono candidate potenziali al telelavoro. Le professioni sono sottoposte ad una rapida evoluzione, sulla scia degli sviluppi tecnologici e del progresso socioeconomico: pertanto, lavori che oggi richiedono la presenza fisica sul posto potrebbero non richiederla più nel prossimo futuro. La prima indicazione del progetto , quindi, riguarda l’impossibilità di stilare un elenco prestabilito di attività telelavorabili in un contesto professionale in continuo mutamento. In secondo luogo, è necessario non partire da zero, ma imparare dalle esperienze esistenti, che hanno registrato successi significativi in una pluralità di settori, quali:

  • Insegnamento;
  • Inserimento dati;
  • Progettazione;
  • Traduzione.

I lavori che si sono dimostrati particolarmente adatti al telelavoro sono quelli che comportano:

  • un alto grado di lavoro intellettuale piuttosto che manuale;
  • compiti gestibili individualmente o comunque facilmente suddivisibili in pacchetti di lavoro;
  • spirito di iniziativa e capacità di conseguire obiettivi senza bisogno di stretta supervisione;
  • risultati e criteri di qualità misurabili;
  • apparecchiature non eccessivamente voluminose e costose.

Nella tavola che segue, riportiamo un possibile elenco di attività telelavorabili.

Specializzazioni informatiche Vendite Rapporti con i clienti
Programmazione software Televendite Contatti e assistenza clienti
Assistenza software Rappresentanti  
Progettazione software Vendite all’asta Marketing
Analisi sistemistica Vendite dirette Telemarketing
Progettazione di sistemi Ordinazioni postali Ricerche di mercato
Sviluppo software   Analisi di mercato
Consulenza software Formazione Programmazione di mercato
Servizio di assistenza computer Addestramento vendite  
Assistenza tecnica computer Addestramento sistemi qualità Produzione e composizione testi
Servizi recupero e salvataggio dati   Compilazione pubblicazioni
Servizi di conversione tra sistemi Ricerca Compilazione testi
  Elaborazione informazioni Giornalismo
Libere professioni Consulenze di ricerca Correzione bozze
Architettura Ricerca ed analisi Controllo ortografico
Studio legale Ricerche operative Elaborazione testi
Fisica Agenzia informativa Composizione tecnica
Matematica Ricerca base di dati on-line Elaborazioni videotext
  Interviste telefoniche Desktop Publishing
Ragioneria   Pubblicazioni tecniche
Commercialista Consulenze Presentazioni multimediali
Contabilità Consulenza pubblicitaria Preparazione giornali
    Traduzioni
Varie Servizi personale  
Programmazione aziendale Reclutamento personale Progettazione
Controllo personale   Progettazione grafica
Sicurezza pubblica Elaborazione dati CAD / CAM
Tutor Inserimento dati  
Recupero crediti Presentations Amministrazione
Servizio informazioni telefoniche Sviluppo database Consulenza amministrativa
Consulenza aziendale Gestione mailing lists Amministrazione pensioni
Fotocomposizione Gestione pratiche assicurative Invio messaggi amministrativi
Prenotazioni aeree Liquidazioni assicurative Servizi amministrativi finanziari
Servizi di previsione Trascrizioni dati medici  
Sicurezza del luogo di lavoro Elaborazione paghe e pensioni Servizi di segreteria
Relazioni pubbliche   Servizi di ufficio
Analisi tachigrafiche Gestione Spedizioni/Fax/Copie/Stampa laser
Agenzie assicurative Supervisione Servizi informativi locali
Intermediazioni finanziarie Gestione progetti Raccolta messaggi telefonici
Consulenza finanziaria Gestione affari esterni Prenotazione servizi
Ispezioni Gestione risorse umane Battitura lettere
Ricerca di personale Gestione abbonamenti  
Progettazione Gestione mailing list Ingegneria
Programmazione produzione Gestione banche dati Progettazione e sviluppo
Programmazione investimenti   Assistenza tecnica
  Lavoro sociale Controllo telecomunicazioni
  Counselling telefonico  
  Counselling lavorativo  

Infine, è doveroso sottolineare una tendenza comune, quella cioè di percepire il telelavoro come un meccanismo di sostituzione del lavoro tradizionalmente svolto in ufficio con quello remoto, eseguito da casa o dai telecentri. Molte aziende, cioè, fanno telelavorare i dipendenti esistenti, piuttosto che assumere telelavoratori. Questo “conservatorismo” è dovuto al fatto che le aziende non dispongono di sistemi di garanzia e di screening che attestino le abilità dei telelavoratori e che le tutelino in caso di errore nella loro selezione. Spesso, inoltre, i manager sono troppo pigri o troppo legati alla tradizione per portare avanti una innovazione del genere. Ma chi la ha creatività  e le idee per far nascere una nuova realtà imprenditoriale, può contare sul telelavoro quale mezzo per ridurre i costi di start-up e garantire l’efficienza e la produttività dei collaboratori. Aprire un ufficio virtuale, ad esempio, costa molto meno che affittare un locale in centro. Nell’attuale contesto economico, tutte le aziende, per restare competitive, devono adattarsi ai nuovi paradigmi, prima di tutto a quello della flessibilità, e il telelavoro rappresenta una potenziale soluzione, consentendo loro di assumere le persone giuste sulla base delle loro abilità, e non della loro localizzazione.

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