16 luglio 2002: firma dell’accordo europeo.

L’accordo sul telelavoro è stato firmato dalle parti sociali europee (ETUC, UNICE/UEAPME e CEEP) il 16 luglio 2002, dopo otto mesi di negoziazione. Esso stabilisce che i telelavoratori –  definiti come coloro che lavorano lontano dalla sede centrale regolarmente e che usano le tecnologie dell’informazione per farlo – hanno gli stessi diritti dei corrispondenti lavoratori in sede. L’obiettivo perseguito è quello di consentire alle imprese di modernizzare l’organizzazione del lavoro e ai lavoratori di conciliare lavoro e vita privata. L’adozione del telelavoro è una scelta volontaria per entrambe le parti e l’accordo prevede alcune disposizioni sulla formazione e la sicurezza e la salute, nonché misure atte ad evitare il problema dell’isolamento organizzativo.
Le prime proposte della Commissione Europea sulla regolazione del telelavoro si sono avute nel luglio del 2000. Prima della Dichiarazione di Laeken del dicembre 2001, le parti sociali europee avevano annunciato di voler sviluppare uno spettro di strumenti diversificati in alternativa all’iter legislativo, inclusi gli accordi autonomi. Tuttavia, l’uso di tali strumenti per il telelavoro è stato oggetto di controversie: l’UNICE si è inizialmente opposta ad ogni forma di regolazione; il CEEP era favorevole agli accordi autonomi, mentre l’ETUC era diviso. Mentre molti affiliati del Nord appoggiavano la proposta degli accordi autonomi, il Trade Union Congress inglese e altri sindacati continentali preferivano una direttiva. Una “soft law” è apparsa la scelta più adatta per il telelavoro, che spesso riguarda lo sviluppo di nuove pratiche e strumenti a livello aziendale piuttosto che la protezione dei diritti di base per i lavoratori.
L’accordo è stato reso effettivo il 15 luglio 2005, ma solo cinque dei 25 Paesi Membri (Italia, Paesi Bassi, Ungheria, Spagna e Gran Bretagna) hanno rispettato questa scadenza. Molti altri Paesi hanno quasi completato l’attuazione entro il 2006, ma alcuni (come la Danimarca, l’Austria e la Slovenia) sono stati molto più lenti. Nei vari Paesi sono stati utilizzati diversi metodi di implementazione dell’accordo: la legislazione, la contrattazione collettiva e le linee guida per le good practices. Il Portogallo e altri nuovi Paesi Membri, ad esempio, hanno trasposto l’accordo sul telelavoro nella legislazione; la Gran Bretagna e l’Irlanda hanno emesso linee guida per le good practices, mentre molti paesi continentali hanno scelto i contratti collettivi.

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