Accordo europeo sul telelavoro: Gran Bretagna

In Gran Bretagna il processo di implementazione dell’accordo europeo sul telelavoro ha coinvolto sia le parti sociali sia il governo. Il TUC e la CBI hanno guidato la stesura delle linee guida, mentre il governo  si è occupato di mediazione, finanziamento e monitoraggio. Questa forma di implementazione è relativamente nuova per la Gran Bretagna, poiché il governo è stato coinvolto in un processo di negoziazione che si discosta dalla dominanza della contrattazione tra sindacati  e datori di lavoro. Le negoziazioni tripartite, in cui le parti sociali sono alla guida, sono relativamente inusuali nel sistema politico inglese, in cui i governi generalmente possono contare sulla maggiorana parlamentare e introdurre riforme nel mercato del lavoro in maniera unilaterale. Questo nuovo stile politico sembra essere stato causato dalla natura volontaria dell’accordo europeo e dai suoi principi di auto-regolazione. Il governo inglese ha ritenuto non necessario legiferare a riguardo e ha partecipato alle negoziazioni su invito del TUC e della CBI.

Il governo e le parti sociali non hanno ritenuto necessario trasporre l’accordo sul telelavoro nella legislazione, ma inizialmente erano in disaccordo sull’adeguatezza delle linee guida. Il TUC optava per un contratto collettivo, soprattutto perché i telelavoratori erano già ampiamente tutelati dalle esistenti leggi sul lavoro e l’accordo europeo riguardava più lo sviluppo di nuove forme di organizzazione che la protezione dei diritti individuali dei lavoratori. Il governo optava per le linee guida sulla base delle stesse argomentazioni, mentre la CBI appoggiava tale scelta ritenendola più coerente con le prassi tradizionali. Pertanto il contenuto dell’accordo europeo e la sua natura volontaria ha influenzato la scelta del metodo d’implementazione e i giochi di potere tra governo e parti sociali ne hanno condizionato il processo.

Durante le negoziazioni, la CBI ha fatto pressioni sul TUC affinché accettasse le linee guida proposte minacciando di lasciare le trattative. Sembra che il governo abbia appoggiato la posizione della CBI e abbia minacciato il TUC di escluderlo da altre aree politiche a meno che non avesse accettato le linee guida. Soprattutto per evitare una situazione di stallo e l’esclusione, il TUC, con molta riluttanza, ha infine accettato.
In tale contesto, quindi, il tipo di politica ha permesso la nascita di nuovi giochi di potere che hanno influenzato l’esito delle negoziazioni, mentre le tradizionali prassi di regolazione del mercato del lavoro hanno avuto un peso limitato.

Print Friendly

Lascia un commento