Strategie di implementazione

Dal 2002 la Confederazione Europea dei Sindacati ha promosso lo sviluppo un dialogo sociale autonomo tra rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Il Trattato UE attribuisce alle parti sociali il diritto di formulare proposte legislative proprie, attraverso accordi intersettoriali sulle principali questioni di politica sociale. Le parti sociali hanno già concluso alcuni accordi autonomi: quelli sul congedo parentale (1995), il lavoro part time (1998) e il contratto a tempo determinato (1999) hanno trovato applicazione, in seguito, tramite importanti direttive europee che fissano i diritti essenziali per i lavoratori; quelli sul telelavoro (2002) e lo stress legato al lavoro (2004) possono essere implementati su base volontaria dalle stesse parti sociali a livello nazionale.
La scelta della strategia di implementazione dipende da tre parametri: il tipo di politica, la tradizionale regolamentazione del mercato del lavoro (ossia le regole del gioco o gli equilibri di potere istituzionalizzati che tradizionalmente regolano il mercato del lavoro) e i giochi di potere tra gli attori (che riflettono le variazioni di breve termine degli equilibri di potere e che emergono quando vengono implementate specifiche riforme del mercato del lavoro).
Possiamo identificare tre regimi di labour market: liberal-pluralista, neo-corporativo e dominato dallo Stato. Ad esempio, possiamo classificare la Germania come un regime neo-corporativo, mentre la Danimarca si caratterizza per un mix di tradizioni neo-corporative e pluraliste. In entrambi i casi il mercato del lavoro è regolato principalmente attraverso contratti collettivi, formulati da sindacati  e associazioni dei datori di lavoro.
Nell’implementazione di una politica è cruciale il rapporto di potere che si instaura tra il governo e gli stakeholders chiave. La dipendenza del governo dalle parti sociali (che in questo contesto rappresentano gli stakeholders chiave) varia da un’arena politica all’altra e, di conseguenza, diverso sarà anche il livello di partecipazione di questi attori ai processi politici. In ogni caso, la collaborazione degli stakeholders in relazione a specifici obiettivi politici è cruciale per ottenere i risultati desiderati, specialmente quando i governi dipendono da entità private e volontarie per sviluppare le loro politiche. La delegazione della responsabilità per l’implementazione dell’accordo sul telelavoro alle parti sociali piuttosto che ai governi centrali può innescare nuovi giochi politici e forme di collaborazione, dal momento che molti Stati Membri non hanno tradizioni nel lasciare la regolazione del mercato del lavoro alle parti sociali.

Il tipo di politica influenza il metodo di implementazione adottato e il modo in cui gli stakeholders sono coinvolti nel processo di policy-making. Possiamo distinguere tre tipi di procedure di negoziazione e consultazione:

  •   la contrattazione collettiva, che implica negoziazioni bipartite tra le parti sociali (a livello confederale, settoriale o aziendale);
  •   la concertazione, che comporta negoziazioni tripartite tra lo Stato e le parti sociali ;
  •   la consultazione, che implica uno scambio tra diversi punti di vista che non necessariamente sfocia in negoziazioni o decisioni comuni.

Per quanto riguarda i metodi di implementazione nazionali possiamo individuare una distinzione tra  i contratti collettivi, la legislazione e le linee guida per le good practices.
Tra l’autunno del 2005 e la primavera del 2006 è stata condotta una ricerca sul processo di implementazione del telelavoro a livello europeo. Sono state effettuate interviste con rappresentanti dei ministeri nazionali, dei sindacati  e delle associazioni dei datori di lavoro in Danimarca, Germania, Svezia, Ungheria e Gran Bretagna.
Riportiamo di seguito una breve descrizione dei risultati ottenuti in ciascun paese.

  • Svezia
  • Gran Bretagna

    Tratto da Trine P. Larsen and Søren Kaj Andersen, University of Copenhagen, DENMARK “A New Mode of European Regulation? The Implementation of the Autonomous Framework Agreement on Telework in Five Countries”, European Journal of Industrial Relations.

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