Telelavoro, inquinamento, risparmio energetico: una via possibile

Inquinamento

 

Nel 2000 ho svolto una ricerca su un gruppo di 196 telelavoratori domiciliari di Telecom Italia che rispondevano al call center dell’allora Servizio 12.  In quell’occasione fu misurato, applicando una metodologia sviluppata in California,  il risparmio energetico derivante dal telelavoro.

 

Di seguito si riporta un passaggio tratto dal mio libro Telelavoro Domiciliare, Ediesse, 2002 (http://www.ediesseonline.it/catalogo/materiali/telelavoro-domiciliare)

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I 196 telelavoratori del servizio 12, come abbiamo visto dalla nostra ricerca, spendevano mediamente 220.000 lire mensili per recarsi in ufficio. Il risparmio, quindi, equivale a circa 2,4 milioni a persona, escludendo il mese dedicato alle ferie. Al di là dell’aspetto puramente finanziario, va detto che gran parte di tale importo veniva investito “contro l’ambiente”. Infatti, sono ben il 56,6% coloro che usano l’auto privata per il pendolarismo quotidiano (mente un altro 7% usa l’auto, ma la condivide con almeno un altro collega d’ufficio). In definitiva, quindi, possiamo stimare che non meno del 60% dei telelavoratori usi un mezzo fortemente inquinante per recarsi in ufficio.

Nei primi dodici mesi trascorsi in telelavoro, i 196 dipendenti del Servizio 12, riducendo gli spostamenti di lavoro, hanno dato un contributo non risibile al benessere dell’ambiente, come si vede dalla tabella seguente:

 

Tabella: Riduzione dei consumi energetici dei telelavoratori del 12[1]

 

Riduzione dei consumi energetici dovuti al telelavoro. caso 186 telelavoratori del servizio 12 di telecom Italia

 

Emerge con chiarezza, dai semplici calcoli effettuati, il ruolo che gioca il telelavoro nella difesa dell’eco-sistema: se la sola Telecom Italia decidesse di estendere il telelavoro al 5% dei propri dipendenti, le emissioni di monossidi nell’aria si ridurrebbero di circa mezzo milione di Kg/anno, mentre 5 tonnellate di biossido di azoto non inquinerebbero le nostre città. E ciò senza contare che, quegli stessi dipendenti, ogni giorno eviterebbero di acquistare benzina per una quantità oscillante tra 1,8 e 2 milioni di litri. Il che, viste le difficoltà energetiche dell’ultimo anno, sembra un vantaggio, forse secondario, ma tutt’altro che trascurabile.

[1] I calcoli delle emissioni nocive nell’aria sono stati effettuati utilizzando i dati sperimentali utilizzati nel Los Angeles Final TC Report

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