Serve una legge sul Lavoro Agile? La Fiom dice di no.

Secondo Roberta Turi, segretaria nazionale della Fiom Cgil,  la legge proposta dal Governo sul Lavoro Agile è inutile e dannosa: basta l'accordo quadro sul telelavoro del 2004. Secondo la sindacalista «Il lavoro agile, così come pensato nella delega la governo, rischia di diventare la riproposizione del vecchio lavoro a domicilio: un lavoro di bassa qualifica svolto tra le mura domestiche, soprattutto da donne e giovani precari”. Mi sembra una posizione miope, ma contenti loro... speriamo...
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Telelavoro, Smart Work, Lavoro Agile: quanta confusione.

La pubblicazione di un disegno di legge di iniziativa governativa sul lavoro agile ha mosso molto le acque già agitate degli esperti (e presunti tali) di nuove forme di lavoro. Giuliano Cazzola, ex Senatore del PDL e oggi docente presso una Università telematica, ha  dichiarato a LaPresse che lo Smart Working sarebbe una forma di lavoro di serie B, per il quale  peraltro " le norme sul licenziamento sembrano molto piu lasche,  molto più generiche e meno tutelanti rispetto a quelle vigenti." ...
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Telelavoro e Smart Work. Una scelta negoziale

di Patrizio Di Nicola Articolo pubblicato in Di Nicola E. (a cura di), WELL@WORK. Negoziare il benessere in azienda, Roma, 2015, pag. 56-63   Premessa Il telelavoro, sin dalle sue origini, ha sempre stimolato i sindacati e le Direzioni del personale. Esso, infatti, portava con se vari aspetti fortemente innovativi del rapporto di lavoro: l’attività svolta all’esterno dell’unità produttiva – con il corollario di dotazione info/comunicativa da garantire, di sicurezza, antifortuni...
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Accordo Europeo sul telelavoro: Ungheria

L’Ungheria è uno dei Paesi che non ha sviluppato nessun metodo alternativo di implementazione, ma ha preferito seguire le prassi tradizionali: nel maggio 2004, infatti, ha trasposto l’accordo europeo sul telelavoro nella legislazione, che dava la priorità ai contratti sul telelavoro firmati a livello settoriale. Durante il processo di implementazione, il governo ha assunto un ruolo dominante, mentre le parti sociali hanno contribuito solo attraverso consultazioni, tanto che alcuni sindacati e a...
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Accordo europeo sul telelavoro: Gran Bretagna

In Gran Bretagna il processo di implementazione dell'accordo europeo sul telelavoro ha coinvolto sia le parti sociali sia il governo. Il TUC e la CBI hanno guidato la stesura delle linee guida, mentre il governo  si è occupato di mediazione, finanziamento e monitoraggio. Questa forma di implementazione è relativamente nuova per la Gran Bretagna, poiché il governo è stato coinvolto in un processo di negoziazione che si discosta dalla dominanza della contrattazione tra sindacati  e datori di lavor...
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Accordo europeo sul telelavoro: Svezia

In Svezia le parti sociali hanno guidato il processo di attuazione dell’accordo europeo sul telelavoro, utilizzando contratti collettivi e linee guida a livello confederale e settoriale. La peak organizations hanno indetto una serie di incontri  e nel dicembre 2002 si accordarono su un set di linee guida per le good practices sul telelavoro per il settore pubblico e privato. Le procedure per le negoziazioni sul telelavoro sono state relativamente nuove, dal momento che le questioni occupazionali...
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Accordo europeo sul telelavoro: Germania

Le parti sociali della Germania hanno adottato un mix di metodi di attuazione dell’accordo europeo sul telelavoro, metodi che si discostano dalle prassi tradizionali relative alla regolazione del mercato del lavoro. A livello confederale, le parti sociali hanno utilizzato diversi meccanismi di implementazione nel settore pubblico e privato. In quest’ultimo, la confederazione dei datori di lavoro Bundesvereinigung der Deutschen Arbeitgeberverbände (BDA) ha firmato una dichiarazione congiunta con...
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Accordo europeo sul telelavoro: Danimarca

In Danimarca il governo ha lasciato l’attuazione dell’accordo europeo sul telelavoro alle parti sociali, in linea con la prassi tradizionale nell’abito della regolazione del mercato del lavoro (regolazione determinata in larga misura da questi attori attraverso la contrattazione collettiva). Tuttavia ci sono delle differenze nel modo in cui i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro indipendenti hanno gestito l’attuazione dell’accordo a livello confederale e settoriale. A livello confed...
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Strategie di implementazione

Dal 2002 la Confederazione Europea dei Sindacati ha promosso lo sviluppo un dialogo sociale autonomo tra rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Il Trattato UE attribuisce alle parti sociali il diritto di formulare proposte legislative proprie, attraverso accordi intersettoriali sulle principali questioni di politica sociale. Le parti sociali hanno già concluso alcuni accordi autonomi: quelli sul congedo parentale (1995), il lavoro part time (1998) e il contratto a tempo determinat...
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16 luglio 2002: firma dell’accordo europeo.

L’accordo sul telelavoro è stato firmato dalle parti sociali europee (ETUC, UNICE/UEAPME e CEEP) il 16 luglio 2002, dopo otto mesi di negoziazione. Esso stabilisce che i telelavoratori -  definiti come coloro che lavorano lontano dalla sede centrale regolarmente e che usano le tecnologie dell’informazione per farlo – hanno gli stessi diritti dei corrispondenti lavoratori in sede. L’obiettivo perseguito è quello di consentire alle imprese di modernizzare l’organizzazione del lavoro e ai lavorator...
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